Trump a Davos: Un po’ di buon senso nel cuore della sbornia globalista

 

L’intervento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al Forum Economico Mondiale di Davos era atteso con un misto di curiosità e diffidenza, considerata l’esplicita ostilità che gran parte del salotto buono della globalizzazione nutre da sempre nei suoi confronti. Già nei giorni scorsi gli alfieri del globalismo radicale avevano preparato il terreno con attacchi frontali – particolarmente duri quelli della solita Angela Merkel e del primo ministro indiano Narendra Modi – contro The Donald. Il palco di Davos fino a ieri aveva ospitato solo infiniti peana sulle magnifiche sorti e progressive dell’ultraliberismo globalizzato e solenni atti d’accusa verso i “pericoli” delle “chiusure”, del “protezionismo” e del “nazionalismo”.

Poi sul…
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