Le nomine UE, con il “niet” a Lega e Le Pen, confermano la fine del liberalismo

 

Il giro di nomine conseguenti al rinnovo del Parlamento europeo ha dimostrato ancora una volta la supponenza e l’arroganza dell’establishment comunitario. L’Unione Europea non riesce a imparare nulla dai propri errori, ma continua a credere di poter mettere a tacere chi non si allinea al pensiero unico. E come crede di poterlo fare? Semplicemente non prendendo in considerazione chi sta su posizioni diverse. Questo approccio assurdo è testimoniato bene da Ursula Von der Leyen, ex ministro della Difesa tedesca, che per accedere alla carica di presidente della Commissione europea ha chiuso qualsiasi trattativa con i Verdi e con i sovranisti. A dire il vero, inizialmente aveva pure pensato di incontrare il Movimento 5 Stelle e il gruppo Identità e…
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