Le parole di Morrissey sulla strage di Manchester rompono la liturgia del terrore

 

E’ difficile trovare l’equilibrio necessario a scrivere di un argomento, quando quell’argomento è la strage deliberata di ragazzini. Il massacro feroce, la volontà di provocare dolore, disperazione, annientamento.
Il Terrore.
Eppure ancora una volta il mostro ha invaso la nostra vita, costringendoci a fissarlo negli occhi attraverso lo schermo di un cellulare, di un computer, di un televisore, sulle pagine dei giornali. E lunedì notte si è fatto carnefice di bambini e adolescenti, radunati per condividere un momento di divertimento al concerto di una cantante pop loro beniamina e quasi coetanea.

Attorno ad ogni strage compiuta nel cuore delle città d’Europa nel nuovo millennio sembra essersi creato un macabro protocollo, una vera liturgia del terrore:…
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